MISTER “MONACO”

Per l’ennesima stagione, Charles Leclerc si esalta e fa esaltare nel circuito salotto della Formula 1. Soltanto un Norris in grande forma gli impedisce di tornare alla vittoria dopo l’affermazione dello scorso anno. Ma i fantasmi “domestici” del passato sono del tutto svaniti.

Una sfida moderna, ma non per questo, facile

Nelson Piquet ripeteva spesso che girare a Monaco con una monoposto di Formula 1 fosse come correre con la bicicletta in cucina. Ciò è sufficiente a rendere l’idea di per sé; muovendoci verso l’epoca attuale, con auto che sfiorano i cinque metri di lunghezza e i due di larghezza, la sfida può risultare ancora più ardua, almeno in termini di puro ingombro. 

I piloti ora, per giunta, affrontano le stradine del Principato ad andatura doppia (forse anche tripla) rispetto a un tempo, tanto che gli on board sembrano filmati a riproduzione velocizzata. 
Si tende molto spesso a trattare con leggerezza il coefficiente di difficoltà attuale di questa gara, con piloti a spasso facendo attenzione a non rovinare troppo le gomme e a percorrere il famoso “tornantino” a 40 km/h come una rotatoria. Ma ogni epoca ha i suoi cavalieri.

“Monaco, dolce casa” (finalmente)

Fra questi cavalieri, uno in particolare, ha dovuto attraversare mille peripezie per giungere sul gradino più alto. Charles Leclerc, proprio l’idolo di casa, conosce il circuito più di chiunque altro, e quest’anno, di nuovo, ne ha dato prova. Dopo una qualifica stellare (pole position sfumata per un decimo di secondo) il monegasco in gara è apparso mai domo, forte di una guida aggressiva ma attenta. 

Il carattere bizzarro della SF-25 non ha fermato la voglia del ferrarista di primeggiare davanti al pubblico di casa per la seconda volta consecutiva. L’unico ostacolo a fermarlo, ha preso le sembianze di Lando Norris e della sua McLaren, troppo forti e veloci anche per lui, “Mister Monaco”, che dopo la preziosa affermazione del 2024, ha attaccato la leadership fin dal venerdì.
Un trionfo, quello, che ancora oggi simboleggia una maledizione spezzata. Infatti, per troppo tempo, le curve di Montecarlo hanno voltato le spalle a Leclerc, a cui va dato il grande merito di non aver mai smesso di credere nella vittoria, e in un’inversione di tendenza che alla fine, è arrivata. 

Da Monaco a Barcellona

RItrovarsi ancora una volta sul podio dinanzi al Principe riveste sicuramente un valore aggiunto per il pilota Ferrari, il quale, mai come in questa stagione, sta dimostrando di saper massimizzare i risultati ottenibili in pista e sfruttare ciò che l’auto consente; in altre occasioni simili il responso non era stato altrettanto positivo, con errori grossolani e punti sprecati.
Barcellona e il Montmelò saranno validi banchi di prova per “Mister Monaco”, che mai come ora corre come i “grandi” sanno fare.

M.T.