In questo articolo, che sarà poi accessibile anche dal menù sotto la voce “Glossario”, inseriremo in continuazione nuove parole. Nelle domeniche in cui non ci sono Gran Premi pubblicheremo un post sui social con il nuovo termine e la sua definizione, che poi verrà inserito anche all’interno di questo articolo. Per argomenti che meritano un approfondimento pubblicheremo in concomitanza anche un articolo apposito.

A
Academy: divisione di una squadra per far crescere giovani piloti, selezionati in giovanissima età con l’obiettivo di accompagnarli e supportarli anche finanziariamente fino alla Formula 1.
Apex: detto anche “punto di corda”, il punto della traiettoria più vicino al bordo interno di una curva.
B
Bandiere: segnalazioni ai piloti da parte dei marshal a bordo pista; il significato delle bandiere dipende dal loro colore (per approfondire si veda Le bandiere in Formula 1 – F1- A tutta chicane (f1atuttachicane.altervista.org)).
Biocarburante: combustibile ottenuto, in tutto o in parte, da colture agricole; è necessario che il motore sia adattato a questo tipo di carburante.
Blistering: formazione di bolle d’aria sulla gomma dovute al suo surriscaldamento. Questo porta a un degrado accelerato della stessa, in quanto porta al distaccamento dello strato superficiale.
Bouncing: saltellamento dovuto al contatto del fondo con le sconnessioni del terreno. Questo porta a una variazione del carico aerodinamico generato dall’effetto suolo. Maggiore è il carico aerodinamico della vettura, più questa si abbassa e diventa esposta al contatto col terreno, specie in curve veloci. Per contrastarlo si deve agire a livello di sospensioni o cambiando l’assetto della vettura.
C
Clipping: situazione in cui ci si trova più frequentemente nei lunghi rettilinei, durante i quali a un certo punto viene interrotta la potenza data dalla parte elettrica della Power Unit. Questo taglio avviene sia perché può essere terminata l’energia disponibile, sia per impostazioni di elettronica allo scopo di conservarla per altri punti del circuito.
D
DNF: Did Not Finish, si dice di un pilota che per qualche motivo non arriva al traguardo della gara.
Downforce: (deportanza, carico aerodinamico) forza generata da determinati componenti aerodinamici (principalmente alettoni e canali Venturi) che spingono la monoposto verso il terreno, in modo da garantire l’aderenza necessaria ad affrontare curve veloci e frenate; è sempre, inevitabilmente, associata alla resistenza aerodinamica, con entità diverse a seconda dei componenti considerati, per cui si deve cercare un compromesso tra le due esigenze.
Drive-through: penalità assegnata a un pilota che consiste nel dover percorrere la pit-lane rispettando il relativo limite di velocità; va effettuato entro tre giri dalla comminazione e non può essere associato a un pit-stop.
DRS: Drag Reduction System, parte mobile dell’alettone posteriore che, aprendosi, manda in stallo parte dell’ala, riducendo la deportanza e la resistenza per permettere una maggiore velocità.
E
Endplate: componente verticale montata alle estremità degli alettoni anteriori. Gioca un ruolo nell’indirizzare i flussi d’aria attorno alle ruote e verso le prese d’aria delle pance; a seconda della forma si parla di inwash o outwash dei flussi.
F
Flap: ali di piccole dimensioni che concorrono a formare gli alettoni; nel caso dell’alettone anteriore essi sono regolabili in incidenza (la loro inclinazione rispetto al flusso d’aria) con facilità tramite delle viti (si vede a volte questa operazione durante i pit-stop per modificare il bilanciamento della vettura).
Flatspot: area di uno pneumatico non più circolare ma appiattita per un consumo eccessivo e localizzato, a causa per esempio di un bloccaggio in frenata o di un contatto con la gomma di un’altra monoposto; a seconda della sua entità può causare vibrazioni che possono arrivare, nel peggiore dei casi, a distruggere le sospensioni.
Flow-vis: vernice a base di paraffina che viene applicata sulle vetture per i test aerodinamici. Quando la monoposto va in pista, la vernice si distribuisce in funzione dei flussi aerodinamici e l’analisi successiva può evidenziare eventuali zone critiche per l’aerodinamica. Il nome flow-vis è l’abbreviazione di flow visualization.
G
G-force: misura della forza rapportata alla forza di gravità terrestre; per esempio, 2G significa una forza doppia di quella di gravità.
Graining: usura delle gomme dovuta a condizioni di scarsa aderenza. Può essere dovuto a diversi fattori, tra cui la temperatura delle gomme non ideale (troppo calde o fredde) ed è difficile da fermare una volta che si è formato; infatti, le abrasioni che si generano sul battistrada aggravano ulteriormente la situazione. Può anche essere dovuto ai marbles, nel qual caso se la gomma si pulisce da sola potrebbe tornare a buone prestazioni.
H
Halo: sistema di protezione per la testa del pilota, costituito da un anello in titanio con tre punti di ancoraggio che circonda la parte scoperta dell’abitacolo. Introdotto nel 2018 come risposta all’incidente di Jules Bianchi a Suzuka 2014, è stato fondamentale in diverse occasioni. L’Indycar ha un sistema diverso, chiamato Aeroscreen, una specie di parabrezza rinforzato.
HANS: Head And Neck Support, dispositivo simile a un collare che si aggancia al casco tramite delle cinture e che poggia sulle spalle dei piloti passando dietro la testa. Serve a limitare il movimento della testa e del collo del pilota in caso di impatto.
I
Inwash: indirizzamento del flusso d’aria verso la parte interna della vettura a opera solitamente della conformazione dell’ala anteriore, che può, per esempio, deviare i flussi tra la carrozzeria e le ruote. Si usava soprattutto in passato quando le ali anteriori erano più piccole rispetto a oggi; anche attualmente, comunque, è una filosofia di progetto che viene talvolta usata per convogliare i flussi verso il fondo. Non riguarda solo la parte anteriore della vettura: si possono fare esempi analoghi anche per quella posteriore, in cui la conformazione delle pance può essere studiata per indirizzare i flussi verso la beam-wing per esempio.
J
Jump start: partenza anticipata prima dello spegnimento dei semafori. In genere il pilota si rende conto dell’errore e ferma la monoposto ma, se questa ha oltrepassato dei sensori nell’asfalto sul margine della casella di partenza, il pilota viene penalizzato.
L
Lift and coast: tecnica utilizzata in gara per risparmiare carburante. Consiste nell’anticipare il sollevamento del piede dell’acceleratore e veleggiare per un tratto fino alla frenata vera e propria; questo aiuta anche a ricaricare di energia elettrica le batterie. Si sacrifica parte della prestazione (normalmente si dovrebbe mantenere l’acceleratore premuto fino al punto di inizio della frenata) ma può essere necessario da un punto di vista strategico.
M
Marbles: residui di gomma staccatisi mentre le vetture corrono in pista. Possono risultare fastidiosi se ci si finisce sopra in quanto riducono l’aderenza. A volte a fine gara gli ingegneri chiedono ai piloti di passarci sopra durante il giro di rientro, in modo da farne attaccare un po’ alle proprie gomme e aumentare il peso in vista delle verifiche di regolarità.
O
Outwash: opposto all’inwash, indirizzamento del flusso d’aria verso la parte esterna della vettura a opera solitamente della conformazione dell’ala anteriore, che può, per esempio, deviare i flussi all’esterno delle ruote per evitarne la resistenza.
Overcut: scelta strategica che consiste nel ritardare il pit-stop rispetto all’avversario che si vuole superare, nella speranza che il rivale non possa sfruttare a dovere il vantaggio dato dalle gomme più nuove e performanti, per esempio a causa di traffico o di un tempismo sbagliato nella transizione da gomme da bagnato a gomme da asciutto o viceversa.
P
Pole position: casella di partenza di chi inizia la gara in prima posizione (a meno di penalità coincide con chi ha fatto registrare il miglior tempo in qualifica).
Q
Qualifiche: sessione in cui i piloti si sfidano cercando di registrare il miglior tempo su un giro cronometrato; la classifica finale determina, al netto di penalità, la griglia di partenza della gara o della sprint-race. Per approfondire l’evoluzione nella storia delle qualifiche vi rimandiamo a questo articolo (Qualifiche: un collo di bottiglia sempre più stretto – F1- A tutta chicane (f1atuttachicane.altervista.org)
R
Rookie: esordiente, al primo anno in una categoria. in altri contesti al di fuori della F1 esiste una classifica a parte riservata ai rookies, che gareggiano per il titolo di “esordiente dell’anno”.
S
Safety car: vettura di sicurezza inviata in pista per compattare il gruppo e farlo procedere a velocità ridotta, per permettere ai marshal di lavorare in pista in sicurezza (per esempio per recuperare una monoposto ferma).
Sidepod: pance laterali delle vetture, al cui interno vengono alloggiati i radiatori e altri componenti. La loro forma è studiata per essere più aerodinamica possibile, ma è frutto di un compromesso tra questa esigenza e il posizionamento dei componenti interni. Inoltre possono essere progettati per generare dei flussi verso il posteriore della monoposto.
Steward: membro di una commissione di quattro persone (di cui almeno un ex pilota), indipendente dalla FIA e incaricata di giudicare episodi controversi e decidere eventuali penalità.
Stop-and-go: penalità più grave che può essere assegnata a un concorrente (escludendo la squalifica). Consiste nella fermata obbligatoria nella propria piazzola dei box per un tempo che, in Formula 1 (in altre categorie può essere diverso), può essere di 5 o di 10 secondi e va effettuato entro tre giri da quando la sanzione è stata assegnata. Lo stop-and-go non può essere associato a un pit-stop, né durante il tempo di penalità assegnato, né successivamente a esso: chi vuole effettuare lavori sulla monoposto dovrà rientrare ai box una seconda volta.
T
Tear-off: pellicola incollata sulla visiera che un pilota può strappare (in inglese “tear off”) quando è sporca. Prima di ogni sessione ne vengono incollati più strati che poi i piloti rimuovono all’evenienza.
Trail braking: tecnica che consiste nell’iniziare la curva mentre si è ancora in fase di frenata. Generalmente si preferisce frenare a ruote dritte per massimizzare l’aderenza e quindi l’efficacia della frenata, che si fa premendo a fondo il pedale all’inizio e rilasciandolo gradualmente mentre ci si avvicina alla curva; nel trail braking la fase di rilascio avviene mentre si sta già sterzando. Questo permette di iniziare a frenare più tardi ma espone maggiormente al rischio di errori come bloccaggi o perdite di aderenza.
U
Undercut: scelta strategica che consiste nell’anticipare il pit-stop rispetto all’avversario che si vuole superare, allo scopo di sfruttare il vantaggio di uno o (raramente) più giri con gomme nuove mentre l’avversario deve compierli con gomme usurate. Questa strategia può riuscire se il distacco è contenuto (generalmente nell’ordine di 1-2 secondi ma dipende dal tracciato e dalle condizioni) e se non si rientra in pista dietro a traffico più lento.
W
Weaving: andamento a zig-zag. È una manovra vietata in gara, in quanto potrebbe causare incidenti (infatti un pilota che si difende può cambiare traiettoria una sola volta); è permessa soltanto durante il giro di riscaldamento o in presenza della safety car, allo scopo di mantenere le gomme alla temperatura ideale e non creare così situazioni pericolose di bassa aderenza.
